Uno degli eventi più interessanti in programma durante la prima edizione di Cosmogarden è stato sicuramente quello tenuto dalla Dott.ssa Claudia Brunelli, esperta in autoproduzione di cosmetici, detersivi e detergenti per la cura della casa e della persona.

Cosa sono i cosmetici

Il nostro corpo può interagire con le sostanze esterne attraverso quattro meccanismi:

  • Ingestione
  • Inalazione
  • Contatto
  • Assorbimento

Da definizione, un cosmetico è una qualsiasi sostanza o miscela destinata a essere applicata su superfici esterne del corpo (epidermide, unghie, capelli, ecc.) o mucose, al solo scopo di pulirle, profumarle, proteggerle o modificarne l’aspetto.

I meccanismi attraverso i quali esso può interagire con il nostro corpo sono solamente quelli di contatto e assorbimento, e l’azione deve limitarsi esclusivamente all’esterno del corpo (a differenza dei farmaci che possono influire anche sulla fisiologia delle nostre cellule).

I vantaggi dell’autoproduzione di cosmetici e detersivi

L’autoproduzione di cosmetici e detersivi non rappresenta solamente un hobby, ma comporta anche una serie di numerosi vantaggi, come una maggiore conoscenza del mondo botanico e delle proprietà delle piante e, cosa oggi molto cara a molti, un minor impatto ambientale, liberando l’individuo dai problemi produttivi e logistici generati dall’utilizzo dei prodotti di massa (come trasporto della merce verso il cliente finale, smaltimento del packaging, e tutto l’inquinamento che ne consegue).

Molto più opinabile invece la questione sul risparmio economico, specialmente se si vogliono utilizzare materie prime di qualità e se si tiene conto del fatto che, non acquistando all’ingrosso, è difficile ottenere sconti sulla quantità: se decidete di iniziare questa avventura solo per risparmiare, fate bene i conti prima di partire… vi eviterete brutte sorprese!

Secondo la dottoressa, il vero guadagno, più che sul portafogli, è sulla salute dell’ambiente e dell’uomo, specialmente se si considera che alcune sostanze chimiche utilizzate nei prodotti industriali moderni possono generare problemi secondari (sia in termini ecologici, sia per quanto riguarda gli effetti collaterali sul nostro corpo).

Il primo esempio portato all’attenzione dall’esperta è quello dei dentifrici e di alcuni dei loro ingredienti più tradizionali, come Fluoro, elemento molto controverso che divide il mondo scientifico (alcuni studi ritengono sia neurotossico) e microplastiche (le famose sfere abrasive), destinate a sfuggire dalla catena di purificazione dell’acqua per poi finire in mari e oceani.

Autoproduzione cosmetici, detergenti, detersivi e sapone

Il secondo esempio riguarda invece le sempre più diffuse (e utilizzate a sproposito) sostanze antibatteriche addizionate ai prodotti per l’igiene personale e della casa che, dovendo essere paragonate agli antibiotici, andrebbero utilizzate secondo specifici criteri: il loro contenuto infatti, una volta scaricato nelle fognature, può risalire la catena alimentare e portare alla formazione di ceppi di batteri antibiotico-resistenti molto pericolosi per l’uomo (un problema molto comune spesso sottovalutato).

Più in generale poi, è necessario ricordare anche che la sicurezza certificata dei prodotti commerciali si riferisce soltanto agli articoli stessi, senza tenere conto dell’utilizzo incrociato di più prodotti e delle gravi conseguenze che può generare (una tra tutte, l‘accumulo di sostanze che a elevate concentrazioni possono diventare pericolose).

Il progetto “Spiragli di Autonomia”

L’utilizzo di prodotti “fatti in casa” rappresenta quindi una scelta etica, che però talvolta implica l’accettazione di alcuni compromessi.
L’esempio più lampante riguarda i detersivi per lavatrice, ambito nel quale i prodotti industriali risultano imbattibili in termini di risultato visibile, grazie alla presenza di agenti sbiancanti ottici in grado di nascondere qualsiasi macchia (ebbene sì, la macchie non vengono eliminate, ma solo mascherate): accettare risultati meno appaganti dal punto di vista estetico e colori meno brillanti, diventa quindi una scelta morale, un codice di comportamento che si decide di intraprendere a patto di una maggiore sostenibilità ambientale.

L’obiettivo da porsi diventa quello di trovare il punto di equilibrio tra sostanze naturali e sostanze chimiche di sintesi, senza demonizzare quest’ultime e sviluppando un minimo di consapevolezza e spirito critico verso quello con cui entriamo in contatto quotidianamente.

Anche la denominazione “di origine naturale” in sé ha poco significato, dal momento che le piante rappresentano la principale fonte di principi attivi (circa l’85% delle molecole farmacologiche sono di origine vegetale, mentre solo il 15% è di origine sintetica): quello di cui bisogna tenere conto e che fa davvero la differenza non è la natura della sostanza, ma i processi che questa ha subito durante la lavorazione verso il prodotto finito!

Ovviamente non ci si deve lanciare allo sbaraglio nella produzione di cosmestici e detersivi per la casa, ma è importantissimo sapere quello che si deve fare, con quali ingredienti, e con quali tecniche.
Per questo motivo la Dott.ssa Brunelli si occupa anche della formazione in questo settore, organizzando incontri in grado di fornire ai partecipanti le regole base per la creazione dei prodotti più vari: dentifrici, detersivi, detergenti, saponi, creme per il viso, eccetera!

Se siete interessati e volete approfondire l’argomento, visitate qui la pagina Facebook di “Spiragli di Autonomia”, dove potrete trovare informazioni, consigli, e avvisi sugli eventi in programma.

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