Il Bonus verde per la sistemazione di giardini e aree verdi è stato prorogato anche per il 2021. La legge di bilancio 2021, pubblicata in gazzetta ufficiale il 30 dicembre 2020, prevede infatti, al comma 76, la proroga senza variazioni della suddetta agevolazione fiscale prevista dall’agenzia delle entrate già per il 2020.

Come richiedere e ottenere il Bonus verde? Chi può usufruirne? Quali lavori comprende nel dettaglio? Sono comprese le potature ordinarie e straordinarie degli alberi? E il prato sintetico? Si può pagare solo tramite bonifico o anche mediante altri metodi di pagamento tracciabili?

Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere sul Bonus verde 2021!

Cos’è il Bonus verde

Il Bonus verde, talvolta noto anche come bonus giardini, è un’agevolazione che prevede una detrazione fiscale dall’imposta lorda sui redditi (IRPEF) pari al 36% su un ammontare complessivo massimo di 5.000 euro (IVA compresa) per ogni unità immobiliare ad uso abitativo.

L’ammontare totale può derivare da una o più spese sostenute durante l’intero arco dell’anno per:

  • sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti e unità immobiliari;
  • pertinenze o recinzioni;
  • impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e giardini pensili.

Tale detrazione fiscale (che, a conti fatti, può arrivare a un valore massimo di 1.800 euro) verrà poi ripartita, a partire dall’anno successivo rispetto a quello in cui sono stati svolti i lavori, in dieci quote annuali di pari importo.

Il bonus comprende tutte le spese effettuate tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021, e si rivolge ad abitazioni singole e condomini.

Nel caso di quest’ultimi, è bene sapere che l’importo massimo di spesa fa riferimento a ogni unità immobiliare. Il tetto massimo può quindi crescere enormente in funzione del numero di appartamenti che fanno parte dello stabile, dando così spazio anche a lavori e interventi di una certa importanza (a titolo di esempio, in un condiminio di dieci unità l’importo massimo di spesa totale diventa di 50.000 euro).
In aggiunta, in un condominio che effettua sistemazioni a verde sia su parte privata che su parte condominiale, l’importo massimo agevolabile sale a 10.000 euro (sempre IVA inclusa).

Nel caso invece di immobili adibiti ad uso promiscuo (abitazioni utilizzate anche per lo svolgimento di un’attività lavorativa o commerciale, o viceversa) e immobili oggetto di vincolo di interesse culturale, la detrazione spettante è ridotta del 50% (ossia al 18%), pur rimanendo invariata a 5.000 euro la spesa massima.

L’agevolazione, inoltre, non è rivolta “alla persona”, ma “alla proprietà”, con la conseguenza che il proprietario di più unità immobiliari possa quindi essere agevolato dell’importo massimo per ciascuna singola proprietà (5.000 euro per ogni immobile che possiede).

Gli obiettivi del Bonus verde

Per comprendere meglio quali siano gli interventi compresi dal Bonus verde 2021, può essere utile analizzare i suoi obiettivi fondamentali.
Le motivazioni principali che hanno portato all’istituzione del Bonus verde sono le seguenti:

  • promuovere e incrementare la superficie verde delle città e dei comuni italiani, vista la sempre più evidente correlazione tra natura e benessere delle persone e della società, e in funzione delle recenti analisi costi/benefici che hanno riconosciuto le spese per il verde urbano come vero e proprio “investimento”, anche dal punto di vista economico;
  • contrastare il lavoro nero, vera e propria piaga del settore, enormemente dannoso per la comunità e lo stato;
  • disincentivare i lavori svolti in economia (ossia dal proprietario stesso o da personale non qualificato), spesso causa di enormi danni al patrimonio verde italiano.
Bonus verde 2021

Come funziona il Bonus verde 2021

Noti gli obiettivi sopra elencati, è facile dedurre perché gli interventi compresi nel bonus siano soltanto quelli in grado di riqualificare (radicale rinnovamento) o aumentare la superficie verde di un’area (sistemazione ex novo), compresi giardini pensili, terrazze e balconi.

Sono interessati interventi “diretti”, come fornitura e messa a dimora di piante e arbusti, riqualificazione di prati, recupero del verde di giardini di interesse storico, installazione o rifacimento di impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, ma anche spese più “indirette”, come quelle relative a relazioni agronomiche e progettazioni (solo se connesse all’esecuzione degli interventi diretti sopracitati).

Non sono compresi invece i lavori svolti in economia e i lavori di manutenzione ordinaria periodica non connessi a interventi modificativi o innovativi che rispettino i termini sopra indicati, come sfalcio dell’erba e potatura stagionale di siepi e alberi (a eccezione di quelli monumentali, che invece rientrano nell’agevolazione).

Ovviamente non sono comprese nemmeno operazioni come posa e gestione dei prati in erba sintetica (anche se tuttavia l’intervento, risultando leggermente borderline, potrebbe rientrare in altri tipi di agevolazioni sulla casa).

Ecco due esempi che possono aiutare a fare chiarezza:

  • qualora acquistiate delle piante in un vivaio o garden center, potrete agevolare la spesa solo nel caso in cui la loro messa a dimora sia ad opera di un giardiniere qualificato. Nel caso in cui invece decidiate di posizionarle personalmente o di affidarvi a lavoratori occasionali, la spesa non potrà essere detratta;
  • allo stesso modo, in caso di semina del prato, l’acquisto della semenza e i lavori di manodopera potranno essere interessati dal bonus solo se effettuati da un professionista.

Come usufruire del Bonus verde 2021

Per poter usufruire del Bonus verde 2021, la fattura emessa dal professionista deve riportare apposita dicitura (che citi la norma di riferimento del bonus in questione), codice fiscale del soggetto beneficiario, partita IVA e ragione sociale dell’azienda che ha eseguito i lavori e descrizione dell’intervento.

Il pagamento deve essere effettuato mediante metodo di pagamento tracciabile: assegno, carta di credito, bancomat o bonifico ordinario. In quest’ultimo caso, non è necessario il cosiddetto bonifico parlante, riportante il riferimento normativo nella causale (come nel caso di altri incentivi per la casa), ma è sufficiente inserire nella causale del bonifico i riferimenti alle fatture in questione, possibilmente accompagnati dalla dicitura “Bonus verde”.

Le fatture e la documentazione relativa ai pagamenti tracciati (copie dei bonifici o ricevute del pagamento) vanno poi presentate al momento della dichiarazione dei redditi (allegandoli al modello 730 per lavoratori dipendenti e pensionati o al Modello redditi PF per gli autonomi).

Come detto all’inizio, trattandosi di una detrazione fiscale applicata all’IRPEF, possono usufruirne solo le persone fisiche. Sono quindi escluse le società (che sono invece soggette a IRES).

Diversamente da alcune delle altre agevoalzioni previste dal governo per alcune spese sulla casa, per il Bonus verde non è possibile usufruire dello sconto in fattura o della cessione del credito.

Conclusioni

Purtroppo anche quest’anno il Bonus verde ha subito solamente una semplice proroga senza modifiche, seguendo le linee guida fornite dall’agenzia delle entrate nel 2018, nel 2019 e nel 2020.

Per l’ennesima volta sono stati rimandati gli spiragli di miglioramento tanto auspicati dagli operatori di settore, come l’intento di aumentare l’importo massimo e la percentuale detraibile (obiettivo 50%) e quello di riuscire a includere nelle agevolazioni l’acquisto di macchinari e strumenti più evoluti (come i tagliaerba elettrici), incentivando la rottamazione di quelli più obsoleti e inquinanti.

Il Bonus verde continua inoltre a risultare poco chiaro in alcuni aspetti, complice il fatto che non ci sia ancora un elenco completo e dettagliato degli interventi riconosciuti, lasciando molto (forse troppo) spazio all’interpretazione personale.
Il consiglio è quindi quello di informarsi bene prima di ogni intervento, rivolgendosi a un giardiniere che sia preparato sull’argomento e che possa guidare nelle scelte.

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