I concimi sono sostanze fertilizzanti e sono utilizzati per dare alle piante il giusto apporto di sostanze nutritive. Sul mercato ne esistono di diversi tipi, alcuni organici ed altri inorganici:

  • I concimi minerali (o chimici): sono ricavati tramite processi industriali e sono largamente utilizzati nell’agricoltura intensiva. Sono venduti sottoforma di granuli, polvere, e in alcuni casi liquida. Sono molto concentrati e principalemente sali, e questo ne limita fortemente il dosaggio (mediamente intorno ai 25/35 g/mq);
  • I concimi organici sono composti da sostante naturali, non sintetizzate industrialmente. In passato lo sviluppo e la diffusione dei concimi inorganici ne aveva diminuito l’utilizzo, ma negli ultimi anni la nascita e il rafforzamento della mentalità “bio” ne hanno permesso la riscoperta. I principali concimi organici derivano dall’attività animale (ad esempio lo stallatico) e da attività vegetale (ad esempio la cenere di legno o le foglie marce). Rispetto ai concimi chimici hanno un concentrazione di elementi molto inferiore, e per questo le dosi sono solitamente più abbondanti (anche fino a 100g/mq);
  • I concimi organo-minerali: sono un ibrido tra le due tipologie precedenti.

Esistono concimi pronto effeto che agiscono in tempi brevi e concimi a lenta cessione o a cessione controllata (da preferire, ma più costosi) che invece rilasciano le sostanze nutritive poco alla volta, svolgendo un’azione prolungata nel tempo e scongiurando il rischio che si formino quelle fastidiose bruciature dovute a sovradosaggi.

Le proprietà dei vari elementi

Ciascun elemento contenuto nei concimi ha proprietà ed effetti precisi. La prima distinzione da fare è tra macroelementi, presenti in quantità maggiori, e microelementi, presenti in piccolissime percentuali. I principali macroelementi nei concimi in commercio sono:

  • azoto (N): elemento essenziale più importante, che ha particolore importanza nella formazione, crescita e rigenerazione delle piante. Attenzione, perché suoi eccessi nel terreno possono essere dannosi tanto quanto le carenze.
  • fosforo (P): è il terzo elemento in ordine di importanza, indispensabile per la fioritura e la formazione delle radici.
    I cosidetti concimi starter che vengono utilizzati durante le semine presentano infatti elevate concentrazioni di questo elemento; attenzione però, perché oltre ad aiutare il nuovo seme, aiuteranno anche quello delle piante indesiderate. Per questo motivo è preferibile evitare questo tipo di concimi nei mesi di massima vegetazione delle piante infestanti;
  • potassio (K): secondo elemento per importanza, aiuta l’assorbimento dell’acqua da parte della pianta e la rende più resistente agli stress termici (climi molto freddi o molto caldi). A differenza dell’azoto, nel caso del potassio non ci sono particolari problemi legati ad una sua presenza eccessiva (è comunque sempre importante seguire le dosi indicate dal produttore).

Per quanto riguarda i microelementi, invece, possiamo citare rame, zinco, manganese, e tanti altri, anche se il più noto è probabilmente il ferro (Fe), rinverdente per eccellenza che ha anche notevoli proprietà antimuschio (qui la guida completa su come eliminare il muschio dal prato).
Tutti questi elementi secondari risultano comunque necessari, ed è importantissimo che vengano forniti al prato. In caso contrario, la carenza di anche uno solo di essi potrà influenzare negativamente lo sviluppo di una pianta sana e forte (legge di Liebig).

I concimi chimici più diffusi

I concimi chimici più diffusi sono i cosidetti NPK, che contengono principalmente i macroelementi sopracitati, con l’aggiunta di qualche microelemento. Ciascun prodotto si differenzia in base al tenore di ogni singolo elemento (detto titolo), solitamente dichiarato sottoforma di percentuale sulla confezione: in base allo scopo e al periodo dell’anno dovrete scegliere quello più indicato.

Esempio: un concime NPK con titolo 4-1-3 contiene, ogni 100 Kg, 4 Kg di azoto, 1 Kg di fosforo e 3 Kg di potassio.

elementi concimi

Attenzione però, il valore percentuale vi dice solamente quanto è concentrato il prodotto, e quindi quanto è necessario somministrarne. Quello di cui dovete anche tenere conto è il rapporto fra i tre elementi (cioè la proporzione che c’è tra i tre numeri): ad esempio, in un concime primaverile, il rapporto sarà molto più a favore di N rispetto a P e K, mentre in un concime da semina la presenza di P sarà più elevata.

Come è facile intuire tutti gli elementi sono importanti e devono essere presenti in concomitanza, ma è altrettanto importante che lo siano nelle quantità giuste: anche l’eccesso, tanto quanto la carenza, può causare danni molto gravi al prato.

Prima di utilizzare i concimi è quindi essenziale sapere di quali elementi ha bisogno la coltura nel preciso momento in cui siamo intenzionati a somministrarli, e in che quantità.

Nel caso di prati casalinghi vi presento qui un calendario generale delle concimazioni annuali che può andare bene per la maggior parte dei giardini e dei climi italiani.

Se l’articolo vi è piaciuto, o se avete la passione per il giardinaggio, visitate la sezione dedicata Area verde, all’interno della quale troverete tanti altri articoli e guide!