I concimi sono sostanze fertilizzanti e sono utilizzati per dare alle piante il giusto apporto di sostanze nutritive. Sul mercato ne esistono di diversi tipi, alcuni organici ed altri inorganici:

  • I concimi organici sono composti da sostante naturali, non sintetizzate industrialmente. In passato lo sviluppo e la diffusione dei concimi inorganici ne aveva diminuito l’utilizzo, ma negli ultimi anni la nascita e il rafforzamento della mentalità “bio” ne hanno permesso la riscoperta. I principali concimi organici derivano dall’attività animale (ad esempio lo stallatico) e da attività vegetale (ad esempio la cenere di legno o le foglie marce);
  • I concimi chimici: sono ricavati tramite processi industriali e sono largamente utilizzati nell’agricoltura intensiva. Sono venduti sottoforma di granuli, polvere, e in alcuni casi liquida.

Esistono concimi pronto effeto che agiscono in tempi brevi e concimi a lenta cessione (da preferire, ma più costosi) che invece rilasciano le sostanze nutritive poco alla volta, svolgendo un’azione prolungata nel tempo e riducendo il rischio che si formino quelle fastidiose bruciature dovute a sovradosaggi.

Le proprietà dei vari elementi

Ciascun elemento contenuto nei concimi ha proprietà ed effetti precisi. La prima distinzione da fare è tra macroelementi, presenti in quantità maggiori, e microelementi, presenti in piccolissime percentuali. I principali macroelementi nei concimi in commercio sono:

  • azoto (N): elemento essenziale che ha particolore importanza nella formazione, crescita e rigenerazione delle piante;
  • fosforo (P): indispensabile durante la fioritura, aiuta anche la formazione delle radici.
    I cosidetti concimi starter che vengono utilizzati durante le semine presentano infatti elevate concentrazioni di questo elemento; attenzione però, perché oltre ad aiutare il nuovo seme, aiuteranno anche quello delle piante indesiderate. Per questo motivo è preferibile evitare questo tipo di concimi nei mesi di massima vegetazione delle piante infestanti;
  • potassio (K): aiuta l’assorbimento dell’acqua da parte della pianta e la rende più resistente agli stress termici (climi molto freddi o molto caldi).

Per quanto riguarda i microelementi, invece, possiamo citare rame, zinco, manganese, e tanti altri, anche se il più noto è probabilmente il ferro (Fe), rinverdente per eccellenza che ha anche notevoli proprietà antimuschio (qui la guida completa su come eliminare il muschio dal prato).

I concimi chimici più diffusi

I concimi chimici più diffusi sono i cosidetti NPK, che contengono principalmente i macroelementi sopracitati, con l’aggiunta di qualche microelemento. Ciascun prodotto si differenzia in base al tenore di ogni singolo elemento (detto titolo), solitamente dichiarato sottoforma di percentuale sulla confezione: in base allo scopo e al periodo dell’anno dovrete scegliere quello più indicato.

Esempio: un concime NPK con titolo 4-1-3 contiene, ogni 100 Kg, 4 Kg di azoto, 1 Kg di fosforo e 3 Kg di potassio.

elementi concimi

Attenzione però, il valore percentuale vi dice solamente quanto è concentrato il prodotto, e quindi quanto è necessario somministrarne. Quello di cui dovete anche tenere conto è il rapporto fra i tre elementi (cioè la proporzione che c’è tra i tre numeri): ad esempio, in un concime primaverile, il rapporto sarà molto più a favore di N rispetto a P e K, mentre in un concime da semina la presenza di P sarà più elevata.

Come è facile intuire tutti gli elementi sono importanti e devono essere presenti in concomitanza, ma è altrettanto importante che lo siano nelle quantità giuste: anche l’eccesso, tanto quanto la carenza, può causare danni molto gravi al prato.

Prima di utilizzare i concimi è quindi essenziale sapere di quali elementi ha bisogno la coltura nel preciso momento in cui siamo intenzionati a somministrarli, e in che quantità.

Nel caso di prati casalinghi vi presento qui un calendario generale delle concimazioni annuali che può andare bene per la maggior parte dei giardini e dei climi italiani.

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