L’autunno è un periodo importante per il giardino, momento ideale per i lavori di trasemina e per intervenire a riparo dei danni causati dai mesi estivi. Inoltre, come per ogni altra stagione, ci sono anche gli interventi da attuare per preparare il prato ad affrontare nel modo migliore i mesi successivi (in questo caso, quelli invernali).

L’irrigazione

Quando le temperature torride tipiche dell’estate si sono abbassate, è opportuno modificare l’apporto idrico fornito al prato. Il clima autunnale può essere paragonato a quello primaverile: temperature miti e piogge consistenti, e di conseguenza è possibile diminuire i tempi di irrigazione o aumentare i giorni di pausa, ad esempio irrigando solamente una volta ogni tre giorni (mentre durante i mesi più caldi l’acqua viene fornita ogni due giorni, se non addirittura quotidianamente).

Se non avete certezza di quali siano i tempi più adatti per il vostro giardino, qui potete consultare la guida che vi spiega come calcolarli.

La concimazione

Come già visto nella guida sui concimi (potete consultarla qui), ad inizio autunno è importante effettuare una concimazione azotata (N) che supporti la ripresa vegetativa delle piante, possibilmente con concimi a lento rilascio che possano coprire un arco di due mesi circa, almeno fino a quando sarà il momento di effettuare la conzimazione potassica in preparazione all’inverno.

Nel caso in cui non l’abbiate già effettuata nelle ultime settimane estive, sarà quindi il caso di procedere ad inizio autunno: il momento migliore per fornire l’azoto al prato è quando le alte temperature si sono stabilizzate su valori più miti, stimolando la ripresa vegetativa dell’erba.

In base all’andamento delle temperature e del clima, a fine autunno si procede anche con la concimazione potassica (K) in preparazione dell’inverno: è importante che il potassio venga fornito al prato prima che le temperature siano troppo rigide, sia per garantirne un livello sufficiente nell’erba già durante i primi freddi, sia per evitare che l’assorbimento risulti meno efficace perché ostacolato dall’inattività delle piante.

I trattamenti

Essendo le temperature favorevoli allo sviluppo delle principali specie infestanti (anche se in maniera inferiore rispetto al periodo primaverile), durante i mesi autunnali è opportuno continuare con la somministrazione di antigerminello, secondo le dosi e i tempi che variano in base al prodotto utilizzato.

Allo stesso modo è consigliabile continuare anche con l’applicazione di antifungini, in particolar modo mediante trattamenti preventivi a base di microrganismi antagonisti (tipo tricoderma) in grado di incentivare la formazione e il mantenimento dell’ecosistema ideale per la salute del prato.

Se avete fatto una trasemina, ricordatevi di aspettare almeno un mese prima di effettuare diserbi, specialmente con l’antigerminello, dato che ostacolerebbe anche la semina stessa: aspettando circa quattro settimane lasciate ai semi il tempo necessario per germinare!

I trattamenti vanno quindi continuati fino a che le temperature massime non si abbassano al di sotto dei 15 °C circa, momento dal quale andranno sospesi fino a primavera (qui potete trovare la guida completa sui diserbanti).

Manutenzione autunnale del prato

Il taglio del prato

Il taglio dell’erba autunnale segue le stesse regole di quello primaverile: a partire da metà settembre l’altezza di taglio può essere gradualmente abbassata (sempre stando attenti a non superare il limite sopportato dalle specie che compongono il vostro prato).

Queste altezze ridotte possono essere mantenute tranquillamente fino a quando le temperature non inizieranno ad abbassarsi, in prossimità dell’inverno: la crescità diventerà sempre più lenta, fino ad arrestarsi; la frequenza dei tagli si abbasserà, e l’erba dovrà essere mantenuta ad altezze maggiori, simili a quelle estive, in modo che le radici possano avere una barriera verso il freddo e che l’efficienza nei processi di fotosintesi sia massimizzata.

Oltre allo sfalcio del prato, si deve procedere con regolarità alla rimozione e raccolta delle foglie cadute dagli alberi, che accumulate sul terreno ostacolerebbero l’irraggiamento e porterebbero alla formazione di feltro superficiale che potrebbe ridurre la traspirazione del terreno e aumentare il rischio di malattie fungine. Per questo motivo il giardino deve essere sempre (nei limiti del possibile, ovviamente) rastrellato, pulito e liberato da foglie secche e altri corpi estranei.

La trasemina

Le estati sempre più calde e siccitose del clima italiano mettono a dura prova i giardini, che spesso arrivano a settembre ingialliti e diradati.
Se il vostro prato presenta evidenti diradamenti e ingiallimenti è consigliabile intervenire subito, senza aspettare la primavera, con una trasemina che vada a rinfoltire e a coprire le macchie scoperte.

Il punto a favore della trasemina autunnale, rispetto a quella primaverile, è la minor presenza di piante infestanti in grado di competere con le nuove nasciutre appena seminate, e quindi la possibilità di ottenere un risultato più omegeneo.

Ricordatevi che le operazioni di preparazione del terreno sono basilari per una buona percentuale di germinazione e una buona riuscita della trasemina! Nel caso in cui abbiate qualche dubbio su come operare al meglio, qui potete trovare una guida semplice che vi spiega dettagliatamente ogni passaggio.

Conclusioni

Come avete visto l’autunno è una stagione di vitale importanza per il giardino, momento ideale sia per rimediare ai danni dell’estate, sia per preparare il prato all’inverno, consentendogli di superare indenne i rigidi climi invernali e arrivare a primavera in condizioni ottimali.

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