L’irrigazione è un aspetto fondamentale per un prato sano e forte. Sapere quando irrigare il giardino è basilare per rendere l’operazione efficiente! Ricordatevi però che va ottimizzata anche in base ad altri fattori:

  • ogni tipo di erba ha un fabbisogno idrico diverso, quindi prima di tutto bisogna sapere quali tipologie compongono il nostro prato;
  • la tipologia del tereno: terreni più argillosi, ad esempio, trattengono maggiormente l’acqua rispetto a terreni sabbiosi o ghiaiosi, che essendo più drenanti tendono a disperdere più velocemente l’acqua negli strati di suolo più profondi (dove le radici delle piante non arrivano);
  • la zona climatica: ad esempio, climi più aridi richiederanno più acqua rispetto a climi temperati o umidi;
  • impianto di irrigazione: ogni impianto, in base a geometria, portata e altri parametri può erogare diverse quantità di acqua per unità di superficie e di tempo (qui la guida per calcolare il tempo di irrigazione migliore in base all’impianto di casa vostra).

Quando irrigare il giardino

Il momento migliore della giornata per irrigare non è casuale. Troviamolo ragionando per esclusione.

Irrigando nelle ore più calde, gran parte dell’acqua depositata sul terreno evaporerebbe ancora prima di essere assorbita in profondità, e questo ne richiederebbe una maggiore quantità; inoltre, le gocce depositate sui fili d’erba darebbero origine al cosiddetto effetto lente (anche se molti esperti del settore ritengono sia un fenomeno di poco conto, se non addirittura una bufala… e forse hanno pure ragione), a causa del quale i raggi del sole, convergendo, farebbero seccare ed ingiallire le foglie (in gergo si parla di “bruciatura del prato”).

Irrigando di sera o nelle ore notturne, invece, il rischio è quello di lasciare il prato umido per troppo tempo, cioè fino a quando verrebbe asciugato dal sole del giorno. L’umidità sarebbe terreno fertile per muschio, funghi e spore, e questo potrebbe portare alla comparsa di malattie fungine.

Per esclusione rimane l’opzione delle prime ore del mattino, all’alba. Andiamo a vedere perché proprio questo è il momento migliore per irrigare il prato.

Il sole sta sorgendo, non è ancora abbastanza forte da far evaporare velocemente l’acqua o da innescare l’effetto lente, ma lo è abbastanza per asciugare il prato in tempi brevi (non lasciandolo umido per troppo tempo). In aggiunta, l’acqua erogata pulisce l’erba dalla rugiada e da tutte le spore potenzialmente dannose che si sono depositate sull’erba nell’arco della notte.

Dal punto di vista tecnico poi, la pressione dell’acqua è generalmente maggiore di mattina presto (essendoci un minore utilizzo da parte delle case e delle industrie), permettendo ai getti di coprire uniformemente tutte le zone del giardino.

quando irrigare il prato

Ogni quanto irrigare il prato

Normalmente si pensa che irrigare quotidianamente sia la scelta migliore. Niente di più sbagliato!
Irrigare ogni giorno il prato significa renderlo frequentemente umido, cosa che come abbiamo visto può essere sfavorevole per il benessere dell’erba: meglio quindi irrigare tanto, ma più raramente, piuttosto che poco e spesso.
In aggiunta l’erba, trovando facilmente l’acqua di cui ha bisogno in superificie, formerà un apparato radicale poco profondo, con tutti i problemi che ne conseguono (ad esempio una scarsa resistenza alle calure estive).

La scelta migliore è quella di fare le cosiddette pause di irrigazione, ad esempio a giorni alterni, in modo che il terreno possa asciugare bene tra un’erogazione e l’altra, scongiurando il rischio di patologie fungine.
Irrigazioni rare e abbondanti permottono inoltre di raggiungere gli strati più profondi del substrato: non trovando acqua in superficie, le piante saranno stimolate a sviluppare un apparato radicale più profondo (alla ricerca delle riserve idriche), caratteristica molto positiva in grado di rendere il giardino più forte e resisitente a temperature e malattie.
Come ultima cosa, essendoci meno irrigazioni, anche le perdite per evaporazione saranno minori, e quindi le somministrazioni risulteranno più efficienti e le quantità d’acqua “utili” al prato saranno più vicine a quelle effettivamente erogate.

Potete quindi fare delle pause, e irrigare a giorni alterni o ogni tre giorni (a seconda della stagione e del clima), tenendo conto che più un terreno è sabbioso, meno sarà in grado di trattenere acqua, con la conseguenza che le irrorazioni dovranno essere più ravvicinate (viceversa per un terreno argilloso).
Ricordatevi però che il fabbisogno idrico delle piante non cambia, e quindi dovrete calibrare i tempi di irrigazione: se ad esempio il tempo quotidiano di irrigazione fosse di 5 minuti, irrigando a giorni alterni il tempo per sessione dovrà raddoppiare, e quindi essere di 10 minuti; se invece voleste irrigare una volta ogni tre giorni, dovrebbe triplicare, e quindi essere di 15 minuti, e così via.

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